ARBEQUINA

Paese di origine: Spagna

Destino: olio

Sinonimi: “Lucio Gordo”; “Plateado”

Diffusione: 5 continenti:

Africa

Fasce mediterranee nordafricane e olivicoltura di introduzione

In Africa la Arbequina è presente soprattutto nelle fasce a clima mediterraneo del Nord del continente, dove viene introdotta in impianti relativamente recenti. La varietà viene scelta per la facilità di raccolta meccanica legata alla scarsa resistenza del frutto al distacco e per la maturazione precoce, che consente una gestione programmata delle operazioni colturali.

La sua presenza non è legata a un radicamento storico, ma a modelli agricoli pianificati, che tengono conto della sensibilità al freddo e alle principali patologie fungine.

Americhe

Migrazione produttiva in valli temperato-secche

Nelle Americhe la Arbequina è una delle varietà più utilizzate nei nuovi impianti localizzati in valli e bacini agricoli a clima mediterraneo o temperato-secco. La sua diffusione è legata alla possibilità di integrare la varietà in sistemi moderni e meccanizzabili, compatibili con il suo elevato vigore e con la gestione dell’alternanza produttiva.

In questi territori la Arbequina svolge un ruolo prevalentemente tecnico e funzionale, inserendosi in filiere orientate alla razionalizzazione della raccolta e alla stabilità qualitativa dell’olio.

Asia

Introduzione controllata in contesti compatibili

In Asia la Arbequina compare come varietà introdotta in corridoi climatici compatibili con l’olivo, in particolare in aree mediterranee e semi-aride. Il suo impiego è legato a progetti di olivicoltura moderna, dove la gestione agronomica tiene conto della sensibilità al freddo e delle esigenze sanitarie della cultivar.

L’ambientamento avviene quindi attraverso un forte supporto tecnico, più che attraverso un adattamento spontaneo di lunga durata.

Europa

Area di origine e continuità storica

L’Europa sud-occidentale rappresenta il territorio di origine e di più lunga coltivazione della Arbequina. Qui la varietà si è affermata nel tempo come una delle cultivar storiche più antiche, inserita in sistemi agricoli che hanno costruito un equilibrio fra vigore vegetativo, produttività contenuta e gestione dell’alternanza.

In ambito europeo la Arbequina testimonia la continuità dell’olivicoltura nel lungo periodo, mostrando come la selezione storica abbia privilegiato la stabilità agronomica e la qualità dell’olio più che l’espansione indiscriminata.

Oceania

Nuove olivicolture in fasce temperate a impronta mediterranea

In Oceania la Arbequina è coltivata in territori a clima temperato con caratteristiche mediterranee, dove l’olivicoltura è relativamente recente. La varietà viene inserita in impianti moderni che valorizzano la raccolta meccanizzata e la maturazione precoce, adattando la gestione agronomica alle specificità locali.

In questi contesti la Arbequina contribuisce alla costruzione di nuove identità olivicole, ancora in fase di consolidamento.

Considerazioni agronomiche e commerciali

Varietà considerata rustica per la sua resistenza al freddo e per la tolleranza alla salinità. È tuttavia suscettibile alla clorosi ferrica in terreni molto calcarei. Possiede elevata capacità rizogena. Entra in produzione precocemente. Fiorisce in epoca intermedia ed è considerata autocompatibile. I frutti possiedono una resistenza al distacco media, ma il piccolo calibro ne rende difficile la raccolta meccanizzata con gli scuotitori.

È apprezzata per la sua alta e costante produttività. La qualità dell’olio è eccellente, principalmente per le buone caratteristiche organolettiche, sebbene presenti bassa stabilità. Il contenuto in olio è elevato. La ridotta vigoria ne permette l’impiego in piantagioni intensive.

È considerata sensibile alla mosca e alla verticillosi. Risulta tollerante all’occhio di pavone e alla tubercolosi.

È la varietà di base delle denominazioni di origine ‘Les Garrigues’ (Lleida) e ‘Siurana’ (Tarragona) di Catalogna.

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