Quanto ne sai di olivo, pace e sostenibilità?
Abbiamo creato un quiz per scuole, famiglie e curiosi: domande semplici che collegano la storia dell’olivo, i cambiamenti del clima e i messaggi di pace dei nostri Giardini.
Percorso: Quiz 1 di 10
Scegli “Vero” o “Falso”: la card si girerà e non potrà più tornare indietro.
L’olivo può crescere in territori aridi diventando un alleato contro la desertificazione.
In molte regioni aride l’olivo stabilizza il suolo, protegge la biodiversità e sostiene le comunità locali.
Un Giardino della Pace è solo un oliveto simbolico, senza attività educative.
Ogni Giardino della Pace ospita attività educative, progetti con scuole e percorsi di dialogo con le comunità.
Una varietà come l’Arbequina può rappresentare più continenti nei progetti di The Garden of Peace.
L’Arbequina è presente in Europa, America, Asia e Oceania come simbolo di adattamento e migrazione.
L’olivo è riconosciuto come simbolo di pace in molte culture del mondo.
Dalle tradizioni mediterranee alle culture orientali, l’olivo racconta tregua, riconciliazione e alleanza tra popoli.
La biodiversità dell’olivo riguarda solo il numero delle varietà presenti in un territorio.
La biodiversità comprende paesaggi, sistemi di coltivazione, saperi locali ed ecosistemi sociali.
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Scegli “Vero” o “Falso”: la card si girerà e non potrà più tornare indietro.
L’Arbequina è una varietà adottata in più continenti e mostra il viaggio globale dell’olivo.
È presente in Europa, America, Asia e Oceania, simbolo di adattamento e migrazione.
I Giardini della Pace non prevedono certificati fitosanitari per le piante inviate.
Ogni pianta è accompagnata da certificato fitosanitario e da certificato di identità varietale.
I Territori di Pace e Sostenibilità raccontano ecosistemi, non confini politici.
Il progetto descrive montagne, isole, deserti, altipiani e coste: non Stati.
La biodiversità si limita alla varietà botanica, senza legami con culture e paesaggi.
La biodiversità è anche culturale, agronomica, ecologica e sociale: riguarda pratiche, paesaggi e comunità.
Le piante utilizzate nel modello TGoP provengono da collezioni internazionali certificate.
Provengono da Banchi Mondiali del Germoplasma e da altre collezioni riconosciute, con tracciabilità garantita.
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Scegli “Vero” o “Falso”: la card si girerà e non potrà più tornare indietro.
Ogni Giardino della Pace è uno spazio educativo aperto alla comunità.
Ospita scuole, eventi culturali e percorsi di dialogo intergenerazionale.
Il modello delle 21 varietà rappresenta solo varietà autoctone europee.
Il progetto abbraccia territori collegati ad Africa, Asia, America, Oceania ed Europa: un mosaico globale di ecosistemi e culture.
Il linguaggio dell’olivo unisce migrazione, sostenibilità e adattamento.
L’olivo è simbolo di resilienza, armonia e coesistenza tra territori e culture.
Le piante dei Giardini sono scelte senza criteri scientifici.
Le selezioni seguono criteri agronomici, ecologici e culturali certificati.
La pace nei territori nasce dalla coesistenza fra natura, comunità e memoria.
I Giardini della Pace collegano giovani, tradizioni e paesaggi condivisi.
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Metti alla prova ciò che sai sul modello delle 21 varietà e sull’uso responsabile del Giardino.
Il modello delle 21 varietà associa ogni olivo principalmente a uno Stato e alla sua bandiera ufficiale.
Ogni varietà è collegata a un territorio-ecosistema (montagne, deserti, coste, isole), non a un confine politico.
Le piante dei Giardini della Pace provengono da Banchi Mondiali del Germoplasma e da collezioni certificate.
L’origine scientifica garantisce identità varietale corretta, qualità agronomica e tracciabilità fitosanitaria.
Ogni albero è accompagnato da una legenda essenziale e da un QR code che rimanda alla scheda ufficiale sul sito TGoP.
In questo modo il giardino diventa una mappa vivente utilizzabile da scuole, ricercatori e operatori culturali.
Il Giardino della Pace può essere usato per eventi politici o religiosi se la comunità locale li ritiene importanti.
L’accordo con TGoP esclude eventi politici o religiosi e prevede la revoca del riconoscimento in caso di violazioni.
La cura del Giardino coinvolge giovani e anziani per tenere insieme memoria del territorio e futuro condiviso.
I giovani piantano il futuro, gli anziani custodiscono memoria dell’olivo e del paesaggio: il giardino è spazio intergenerazionale.
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Metti alla prova ciò che sai sulle regole, i limiti e l’uso corretto del Giardino della Pace.
Il Giardino della Pace può essere utilizzato liberamente per qualsiasi tipo di evento, senza vincoli.
L’uso del giardino è regolato da un accordo formale con TGoP e deve rispettare valori, diritti umani e tutela dell’ambiente.
L’accordo con The Garden of Peace serve a preservare l’integrità del progetto e del paesaggio del giardino.
L’accordo definisce limiti, modalità d’uso e responsabilità, evitando utilizzi impropri del Giardino della Pace.
È possibile modificare liberamente la disposizione delle piante o rimuovere la segnaletica ufficiale senza autorizzazione.
Non sono consentite modifiche non autorizzate a piante, struttura del giardino o segnaletica ufficiale TGoP.
Il mancato rispetto delle linee guida può portare alla revoca del riconoscimento ufficiale del Giardino della Pace.
In caso di violazioni gravi, il giardino può uscire dalla rete ufficiale dei Giardini della Pace.
La tutela dell’ambiente non è tra i criteri considerati nell’utilizzo del Giardino della Pace.
La tutela dell’ambiente è centrale: il Giardino della Pace unisce paesaggio, comunità e responsabilità ecologica.
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Un Giardino della Pace vive davvero solo se comunità e giovani se ne prendono cura.
Le comunità locali sono le vere custodi del Giardino della Pace nel tempo.
Il giardino è forte se è radicato nelle comunità che lo vivono e lo curano ogni giorno.
Il progetto TGoP privilegia solo le grandi città e non presta attenzione alle piccole realtà territoriali.
Il progetto dedica particolare attenzione anche alle piccole comunità, spesso portatrici di paesaggi e tradizioni preziose.
Nei Giardini della Pace non sono previsti spazi polifunzionali per attività culturali, concerti o laboratori.
TGoP incoraggia la creazione di spazi polifunzionali aperti alla cittadinanza, sempre nel rispetto delle linee guida.
Nei Territori di Pace e Sostenibilità l’attenzione è rivolta ai paesaggi naturali e culturali, non ai confini politici.
Montagne, deserti, coste e pianure diventano parte di un racconto globale in cui la pace si radica nella terra.
Nella creazione di un giardino, i giovani piantano il futuro e gli anziani custodiscono la memoria dell’olivo e del territorio.
La collaborazione intergenerazionale è centrale: da qui nasce un futuro condiviso radicato nella memoria.
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Le 21 varietà raccontano ecosistemi viventi: montagne, deserti, coste, isole, città e campagne.
Nel modello delle 21 varietà, ogni albero rappresenta un ecosistema vivente più che un singolo confine di Stato.
Il focus è su paesaggi e territori: montagne, deserti, coste, pianure, isole, paesaggi rurali e urbani.
Nelle schede TGoP il continente e i territori di diffusione non vengono indicati, per non complicare la lettura.
Ogni scheda riporta continente e territori di diffusione per mostrare come la vita si adatti a condizioni diverse.
La mappa fisica che il Giardino offre ai visitatori aiuta a capire come la vita si adatti a condizioni diverse mantenendo identità.
Il giardino è una “mappa vivente” in cui si leggono adattamento, migrazione e radicamento delle varietà di olivo.
I territori considerati dal progetto riguardano solo paesaggi rurali, senza includere contesti urbani.
Il progetto tiene insieme paesaggi rurali e urbani, perché anche le città sono luoghi di memoria e futuro.
I Giardini della Pace sono pensati anche come strumenti per scuole e ricercatori, non solo come spazi ornamentali.
QR code, legende e tracciabilità scientifica rendono il giardino una piattaforma educativa e di ricerca.
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Nel Giardino della Pace natura, arte ed educazione si intrecciano per creare uno spazio vivo.
Un Giardino della Pace può ospitare laboratori, percorsi educativi ed eventi artistici coerenti con lo spirito del progetto.
Il giardino è uno spazio di bellezza e relazione, aperto a esperienze educative e culturali coerenti con TGoP.
Nel Giardino non è possibile organizzare attività educative, perché l’obiettivo è soltanto contemplativo.
I Giardini della Pace sono pensati proprio per accogliere attività educative e percorsi di apprendimento attivo.
L’esperienza del giardino si vive solo leggendo le schede botaniche, senza coinvolgere relazioni tra persone.
Relazioni, dialogo e incontri sono parte integrante del senso del Giardino della Pace.
Natura, arte ed educazione possono intrecciarsi nel Giardino per creare un luogo vivo di pace percepibile anche nel paesaggio.
Installazioni, laboratori, eventi sotto gli olivi rendono la pace un’esperienza concreta e condivisa.
Se un evento genera conflitti o messaggi contrari ai diritti umani può comunque essere ospitato nel Giardino se ha successo di pubblico.
Coerenza con i valori di pace e diritti umani è condizione indispensabile per ogni attività ospitata nel giardino.
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L’accordo con TGoP tutela il Giardino, le comunità e il paesaggio.
L’utilizzo del Giardino della Pace è regolato da un accordo formale con TGoP per garantirne coerenza e tutela.
L’accordo definisce limiti, responsabilità e condizioni per mantenere il riconoscimento ufficiale.
La rimozione di un QR code o di una legenda ufficiale non ha alcuna rilevanza rispetto al riconoscimento del Giardino.
Segnaletica e QR code sono parte integrante del progetto: rimuoverli senza autorizzazione è una violazione delle linee guida.
Eventuali violazioni delle linee guida possono portare alla revisione o revoca del riconoscimento internazionale del Giardino.
La rete dei Giardini della Pace si fonda sulla coerenza con valori e regole condivise.
Le linee guida di TGoP ignorano completamente il tema della responsabilità sociale verso le comunità locali.
La responsabilità verso le comunità è centrale: il giardino nasce per loro e con loro.
Un uso responsabile del giardino richiede di considerare allo stesso tempo paesaggio, persone e valori del progetto.
Il Giardino della Pace è un intreccio di natura, relazioni e principi etici condivisi.
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Ultimo livello: metti insieme ecosistemi, comunità, memoria e futuro condiviso.
Nei Territori di Pace e Sostenibilità l’attenzione è rivolta a paesaggi naturali e culturali più che ai confini politici.
Il progetto usa l’olivo per raccontare territori, non bandiere: montagne, deserti, coste, pianure, isole, città.
Il modello delle 21 varietà trasforma ogni Giardino della Pace in un laboratorio vivo di ecosistemi, comunità e futuro condiviso.
Le varietà sono il “vocabolario” con cui il giardino parla di pace, adattamento e sostenibilità.
Il coinvolgimento di giovani e comunità locali è considerato marginale rispetto all’impianto delle varietà di olivo.
Senza comunità e giovani il giardino resta incompleto: sono loro a dargli voce e continuità nel tempo.
La memoria del territorio è un elemento importante solo nella fase di progettazione iniziale, poi non influisce più sul Giardino.
La memoria entra in ogni attività: cerimonie, racconti, visite guidate, coinvolgimento delle generazioni più anziane.
Un Giardino della Pace ben curato permette a chi lo visita di leggere insieme natura, storia locale e impegno per il futuro.
È un luogo in cui la pace si vede nel paesaggio, si ascolta nei racconti e si costruisce con gesti concreti.
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