EMPELTRE

Paese: Spagna

Destino: olio

Sinonimi: “Aragonesa”, “Común”, “de Aceite”, “Fina”, “Injerto”, “Llei”, “Macho”, “Mallorquina”, “Navarro”, “Negral”, “Payesa”, “Salseña”, “Terra Alta”, “Vera”, “Verdiel”, “Zaragozana”

Diffusione: 2 continenti

Americhe

Presenza documentata in Sud America

Nelle Americhe la Empeltre risulta presente soprattutto in Sud America, con impianti segnalati in Argentina (in particolare nelle aree di Mendoza e Córdoba).

In questi contesti è descritta come varietà introdotta e coltivata in territori olivicoli relativamente recenti, dove la scelta varietale tende a privilegiare profili riconoscibili e una gestione agronomica organizzata.

Nel quadro TGoP, questa presenza extra-europea può essere letta come migrazione selettiva: un trasferimento mirato in territori climaticamente compatibili, senza una diffusione indifferenziata su tutto il continente.

Europa

Radicamento storico nel Mediterraneo occidentale

In Europa la Empeltre è una cultivar originaria della Spagna e risulta particolarmente associata ai territori del Nord-Est, con forte presenza in Aragona e nelle Isole Baleari, oltre che in aree del bacino dell’Ebro.

La sua diffusione europea è dunque legata a un radicamento di lungo periodo in paesaggi olivicoli mediterranei, dove la varietà è entrata anche in circuiti di valorizzazione territoriale (come quelli con indicazioni d’origine).

Per TGoP, l’Europa rappresenta il “punto sorgente” della varietà: un riferimento utile per leggere come una cultivar costruisca identità e continuità dentro territori specifici, prima (e più) di ogni spostamento intercontinentale.

Considerazioni agronomiche e commerciali: varietà rustica, sensibile però alle gelate invernali. Il nome “Empeltre” deriva dalla parola “Empelt” che, nella lingua catalana, significa innestare, riferendosi al modo migliore per moltiplicare questa varietà. Entra in produzione in epoca tardiva. È considerata parzialmente autocompatibile. Di produttività costante ed elevata. Fiorisce e matura in epoca precoce. I frutti presentano una bassa resitenza al distacco che ne agevola la raccolta meccanizzata. Molto apprezzata non solo per la sua produttività, ma anche per la eccellente qualità dell’olio. È utilizzata anche come oliva nera da tavola, anche se la sua più grande utilizzazione è per l’olio. È considerata tollerante alla lebbra (Gleosporium olivarum) e alla verticillosi (Verticillium dahliae), risulta però sensibile all’occhio di pavone (Cycloconium oleagina), alla tubercolosi (Pseudomonas sevastanoi ) e alla mosca (Bactrocera oleae).

Category
Giardino Saragozza