FRANTOIO

Paese di origine: Italia

Destino: Olio

Sinonimi: “Bresa fina”; “Comune”; “Correggiolo”; “Crognolo”; “Frantoiano”; “Gentile”; “Infrantoio”; “Laurino”; “Nostrato”; “Oliva lunga”; “Pendaglio”; “Pignattello”; “Raggio”; “Raggiolo”; “Rajo”; “Razza”; “Razzo”; “Solciaro”; “Stringona”

Diffusione: 5 continenti

Europa

Varietà storica dell’olivicoltura mediterranea

In Europa il Frantoio è una cultivar storicamente radicata, con una diffusione consolidata soprattutto nei paesaggi olivicoli italiani e in altri territori mediterranei a vocazione tradizionale. Qui la varietà si inserisce in sistemi agricoli di lunga continuità, dove il rapporto tra pianta, gestione agronomica e comunità rurali si è costruito nel tempo.

La presenza europea del Frantoio non è il risultato di una migrazione recente, ma di una stabilità territoriale che ha permesso alla varietà di diventare riferimento per qualità dell’olio e per adattamento ai contesti collinari e pedemontani.

Nei Giardini della Pace, l’Europa rappresenta il territorio di origine e di radicamento: il punto da cui leggere le successive migrazioni della varietà senza separare tradizione e innovazione.

Africa

Introduzione selettiva in contesti mediterranei

In Africa il Frantoio è presente in modo selettivo nelle fasce mediterranee del Nord del continente, dove l’olivicoltura combina varietà locali e cultivar alloctone in impianti tecnicamente gestiti.

In questi territori la varietà viene utilizzata come elemento di confronto varietale e di diversificazione, inserendosi in paesaggi agricoli già strutturati piuttosto che come cultivar dominante.

La sua presenza africana riflette una migrazione misurata, guidata dalla compatibilità climatica e dalla gestione agronomica, in coerenza con sistemi olivicoli consolidati.

Americhe

Diffusione in nuove olivicolture extra-mediterranee

Nelle Americhe il Frantoio è documentato in territori dove l’olivicoltura si è sviluppata attraverso impianti moderni e pianificati, in particolare in aree temperato-secche del Nord e del Sud del continente.

Qui la varietà viene spesso scelta come riferimento di origine europea, inserita in sistemi produttivi orientati alla qualità e alla stabilità nel tempo, con adattamenti locali alla gestione dell’acqua e al calendario colturale.

Nel quadro TGoP, il Frantoio nelle Americhe racconta una migrazione di competenze, in cui la varietà viaggia insieme ai modelli agronomici e alle comunità produttive.

Asia

Presenza sperimentale e progetti di introduzione

In Asia il Frantoio è presente principalmente in contesti sperimentali e in programmi di introduzione dell’olivo in territori non storicamente mediterranei.

La varietà viene utilizzata come termine di confronto varietale, in sistemi agricoli dove la coltura dell’olivo è in fase di consolidamento e dipende fortemente da scelte tecniche e istituzionali.

In questa prospettiva, il Frantoio rappresenta una migrazione guidata dal presente, più che dalla tradizione, coerente con territori in trasformazione.

Oceania

Nuovi paesaggi olivicoli temperati

In Oceania il Frantoio è documentato in aree a clima temperato con impronta mediterranea, in particolare in Australia e Nuova Zelanda, all’interno di impianti moderni.

In questi contesti la varietà viene adottata come cultivar di riferimento per la costruzione di nuove identità olivicole, con adattamenti legati alla stagionalità invertita e alla scala aziendale.

Nei Giardini della Pace, l’Oceania rappresenta la migrazione come costruzione di futuro, dove l’olivo contribuisce a definire paesaggi agricoli ancora in divenire.

Considerazioni agronomiche e commerciali: Varietà con produttività alta e costante, apprezzata per le sue capacità di adattamento, elevata rizogenesi e con un’entrata in produzione precoce. Autocompatibile, tuttavia migliora la sua produttività con la presenza di idonei impollinatori tali como la varietà “Leccino” o “Moraiolo”. È un albero di grandezza media, con uno sviluppo decisamente vigoroso, con una larga chioma, e una ramificazione principale molto fitta. L’epoca di maturazione è tardiva e scalare. Il contenuto di olio è medio ma con fruttato molto apprezzato e stabile nel tempo. Presenta una fruttificazione piuttosto vigorosa e, al tempo stesso, anche molto abbondante. È pianta sensibile all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), alla tubercolosi (Pseudomonas savastanoi), alla mosca (Bactrocera oleae) e al freddo.

FRANTOIO – GIARDINO DELLA PACE DI COGOLLOS, SPAGNA

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