BARNEA

Paese: Israele

Destino: Duplice attitudine (tavola e olio)

Sinonimi: K18

Diffusione: 3 continenti

Asia

Area di selezione e olivicoltura irrigua contemporanea

In Asia la Barnea è strettamente legata al contesto in cui è stata selezionata e sviluppata, all’interno di programmi di miglioramento genetico orientati alla costruzione di un’olivicoltura moderna. La sua diffusione avviene in sistemi agricoli progettati, dove l’olivo non è solo elemento tradizionale ma componente di una filiera tecnica strutturata.

I territori asiatici in cui la Barnea è coltivata sono caratterizzati da una gestione attiva della risorsa idrica e da modelli produttivi irrigui, nei quali la varietà esprime stabilità e continuità. L’olivo entra così in paesaggi agricoli disegnati per ottimizzare produzione, organizzazione delle operazioni e raccolta.

Nel progetto dei Giardini della Pace, la Barnea in Asia rappresenta il passaggio dall’olivo tradizionale all’olivo progettato: una varietà che testimonia come la selezione contemporanea possa dialogare con il territorio, costruendo nuovi equilibri tra tecnica, coltivazione e paesaggio.

Americhe

Introduzione in impianti moderni e contesti sperimentali

Nelle Americhe la Barnea è presente come varietà introdotta in epoca recente, inserita principalmente in nuovi impianti olivicoli progettati secondo criteri contemporanei. La sua diffusione è legata a territori dove l’olivicoltura è in fase di costruzione o di rinnovamento, più che a paesaggi agricoli storicamente consolidati.

In questi contesti la varietà viene utilizzata come componente funzionale di sistemi produttivi orientati alla regolarità e alla gestione tecnica della coltura. La Barnea si inserisce in paesaggi agricoli spesso irrigui, dove l’olivo è parte di un mosaico produttivo in evoluzione.

Per i Giardini della Pace, la Barnea nelle Americhe racconta una migrazione della contemporaneità: non una varietà che porta con sé una lunga memoria storica, ma un olivo che accompagna territori nuovi nel definire una propria identità agricola.

Oceania

Olivicolture recenti e paesaggi in formazione

In Oceania la Barnea è documentata all’interno di olivicolture relativamente giovani, sviluppate in territori dove il rapporto tra olivo e paesaggio è ancora in fase di definizione. La varietà viene scelta per la sua coerenza con modelli agricoli moderni e con impianti progettati ex novo.

Qui la Barnea dialoga con ambienti caratterizzati da gestione razionale delle risorse, attenzione alla meccanizzazione e adattamento a condizioni climatiche variabili. L’olivo diventa così parte di un processo di sperimentazione territoriale, più che di una tradizione agricola stratificata.

Nel quadro dei Giardini della Pace, la Barnea in Oceania rappresenta l’olivo che guarda al futuro: una varietà che contribuisce a immaginare nuovi paesaggi agricoli, portando continuità biologica anche in territori dove la storia dell’olivo è ancora in divenire.

Considerazioni agronomiche e commerciali

Cultivar di recente costituzione, nota anche come K18 dal suo numero di breeding originario. È la cultivar predominante nelle nuove piantagioni israeliane a coltura irrigua per la sua produttività elevata e costante nonché per la sua adattabilità alla raccolta meccanizzata. Sviluppata per la produzioe d’olio, i frutti possono essere anche utilizzati, previo adeguato diradamento, come olive da tavola sia in verde sia in nero, peraltro molto apprezzati. In condizioni irrigue la pianta, se autoradicata, entra in produzione precocemente, a partire dal terzo anno. È parzialmente autocompatibile e la sua maturazione in verde è relativamente precoce. In assenza di apporti irrigui è fortemente alternante. Tollerante all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum).

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