MISSION

Paese: USA

Destino: Duplice attitudine (tavola e olio)

Sinonimi: “Mammoth”; “Misionera”; “Misiones”; “Trilye”

Diffusione: 4 continenti

Africa

Presenze documentate fuori dal bacino “storico” della cultivar

In Africa la Mission risulta segnalata in modo puntuale in contesti di introduzione e valutazione varietale, con riferimenti in particolare al Nord del continente e ad alcune aree dell’Africa australe.

In questi contesti la varietà è generalmente letta come materiale di impianto “di trasferimento”: ciò che conta è la gestione agronomica e sanitaria locale, non un radicamento storico del genotipo.

Americhe

Una varietà identitaria della California e delle sue filiere storiche

Nelle Americhe la Mission è storicamente associata alla California, dove la sua presenza è legata alle prime fasi dell’olivicoltura locale e alla costruzione di filiere regionali (oliva da tavola e olio) attorno ai territori delle missioni.

La varietà compare inoltre con denominazioni/sinonimi in aree del Messico (soprattutto nel Nord-Ovest) e con presenze documentate in Sud America (impianti di prova o di filiera), mantenendo un profilo “americano” più che mediterraneo.

Asia

Introduzione e prove in aree extra-mediterranee

In Asia la Mission è riportata in modo non uniforme, soprattutto come varietà presente in elenchi tecnici, prove di adattamento e programmi locali in ambienti dove l’olivo è coltura relativamente recente o in espansione.

Il suo valore, in questi casi, è legato alla confrontabilità: una cultivar “nota” che permette di misurare risultati agronomici e qualitativi rispetto ad altre varietà e rispetto ai vincoli territoriali.

Oceania

Presenza in Australia e Nuova Zelanda: olivicolture di introduzione

In Oceania la Mission è indicata in Australia e in Nuova Zelanda all’interno di percorsi di sviluppo dell’olivicoltura moderna, tra introduzione di cultivar e valutazioni in campo.

In questi paesaggi la varietà si colloca come materiale di impianto “di confronto”, utile per costruire basi tecniche (gestione, raccolta, destinazioni) in filiere che non derivano da una tradizione mediterranea storica.

Considerazioni agronomiche e commerciali: È diventata la varietà da tavola più importante della California, con il 50% della produzione. Incontriamo per la prima volta l’oliva Mission nei frutteti delle missioni gesuite e francescane fondate vari secoli addietro in diverse zone della California. L’olio veniva estratto nelle città sorte intorno alle missioni, dove veniva utilizzato per cucinare, curare le ferite e lubrificare le macchine, esattamente come in Europa nel corso della sua storia. Fiorisce in epoca intermedia ed è autocompatibile. La maturazione è tardiva. Il suo portamento assurgente ne facilita la raccolta meccanizzata. Ha una produttività elevata ma risulta essere alternante. È cultivar a duplice attitudine, il distacco della polpa dal nocciolo risulta agevole e l’olio è di eccellente qualità, specialmente quello prodotto nella contea di Butte (Valle di Sacramento). La cultivar è resistente alla siccità ma sensibile all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), ed alla verticillos (Verticillium dahliae) mentre mostra una certa tolleranza alla tubercolosi (Pseudomonas savastanoi).

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