PICHOLINE MAROCAINE
Paese: Marocco
Varietà: “Pecholine Marocaine”
Destino: duplice attitudine
Sinonimi: “Beldi”; “Bouchouika”; “Bousbina”; “Zit”; “Zitoun”
Paese: Marocco
Varietà: “Pecholine Marocaine”
Destino: duplice attitudine
Sinonimi: “Beldi”; “Bouchouika”; “Bousbina”; “Zit”; “Zitoun”
Diffusione: 2 continenti
Varietà dominante e paesaggio nazionale
In Africa, la Picholine Marocaine è una cultivar di riferimento in Marocco, dove rappresenta la struttura portante del patrimonio olivicolo e disegna un paesaggio riconoscibile: oliveti estesi, continuità produttiva e filiere che valorizzano sia olio sia olive da tavola.
Il suo ruolo territoriale si lega alla capacità di lavorare in condizioni pedoclimatiche diverse e alla rusticità in contesti asciutti; la gestione resta però attenta sul fronte sanitario, perché la sensibilità all’occhio di pavone condiziona scelte di potatura, aerazione della chioma e monitoraggio.
Nella visione TGoP, questa presenza “centrale” racconta un’olivicoltura che non migra per cercare nuovi confini, ma consolida un’identità di territorio: un equilibrio tra risorsa idrica, paesaggio agricolo e doppia attitudine della cultivar.
Presenza documentata in collezioni e contesti di studio
In Europa, la Picholine Marocaine è presente in contesti di conservazione e ricerca (collezioni varietali e banche del germoplasma), dove viene mantenuta come riferimento per confronti genetici, agronomici e di qualità delle produzioni.
In questi contesti, l’interesse è soprattutto metodologico: osservare la risposta della cultivar in ambienti mediterranei diversi, senza forzare letture “commerciali”, e valutare come i caratteri di adattamento e la duplice attitudine si esprimano fuori dal bacino originario.
Per TGoP, l’Europa offre quindi un livello di lettura “di sistema”: la varietà entra in dialogo con reti di conservazione e conoscenza, mostrando come la biodiversità si tuteli anche attraverso collezioni vive e prove controllate.
Considerazioni agronomiche e commerciali
Ben adattata alle condizioni pedoclimatiche di tutto il Marocco, dove rappresenta oltre il 96% dell’intero patrimonio olivicolo del paese. Varietà considerata rustica con un’entrata in produzione media. Fiorisce in epoca intermedia ed è parzialmente autocompatible. La produttività è elevata ma alternante. Cultivar a duplice attitudine, per la tavola fornisce ogni tipo di prodotto, dal verde schiacciato al nero maturo. Il distacco della polpa dal nocciolo è agevole e l’olio è di eccellente qualità. Una caratteristica dell’olio prodotto dalla Picholine Marocaine è la resistenza al congelamento, di fatto arriva ad essere pastoso a -12ºC ed è quindi utilizzato anche per le conserve. La cultivar è resistente alla siccità ma sensibile all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum).