DOEBLI

Paese: Siria.

Destino: Duplice attitudine.

Sinonimi: “Dremlali”; “Tamrani”.

Diffusione: 2 continente

Africa

Presenza documentata in Nord Africa come introduzione tecnica

In Africa la Doebli risulta segnalata in contesti olivicoli del Nord del continente, con presenza documentata in Egitto. In questi casi la varietà compare come materiale introdotto e gestito in filiere organizzate, più che come cultivar “di paesaggio” legata a una lunga stratificazione locale.

Ambientamento coerente con aree a umidità relativa più elevata

Dove viene coltivata, l’inserimento tende a privilegiare aree e impianti in cui la gestione agronomica può sostenere condizioni meno favorevoli alla siccità. L’adozione risponde quindi a logiche di compatibilità ambientale e di gestione, non a dinamiche di espansione indistinta.

Ruolo nel racconto TGoP: adattamento mirato, non “varietà globale”

Nel quadro TGoP, la Doebli in Africa può essere presentata come esempio di introduzione selettiva: una cultivar che entra in nuovi contesti con un perimetro chiaro, dove la scelta varietale è guidata dall’equilibrio tra territorio, pratiche colturali e sostenibilità dell’impianto.

Asia

Cuore di coltivazione nel Levante: fasce costiere e aree a maggiore umidità

In Asia la Doebli è una varietà associata in modo forte alla Siria, con coltivazione indicata soprattutto nelle aree occidentali (fasce costiere e territori prossimi), dove l’olivicoltura dialoga con condizioni relativamente più umide rispetto ai paesaggi mediterranei interni.

Presenze regionali documentate: circuiti levantini e mesopotamici

La varietà è inoltre riportata in aree dell’Iraq, in un quadro di circolazione regionale che segue prossimità agro-climatiche e reti tecniche, più che traiettorie intercontinentali. Questo posizionamento la rende leggibile come cultivar “di bacino”, con una geografia concentrata.

Lettura TGoP: migrazione di prossimità e coerenza territoriale

Nei Giardini della Pace, la Doebli in Asia racconta una migrazione breve e coerente: si muove all’interno di territori affini e mantiene un’identità legata a paesaggi dove la disponibilità idrica e l’umidità relativa sono variabili decisive per la sostenibilità dell’oliveto.

Considerazioni agronomiche e commerciali: Varietà che si adatta bene alle zone umide, ma che tollera poco la siccità. La sua capacità rizogena per talea semilegnosa è media. L’entrata in produzione è tardiva. Fiorisce in epoca precoce; si considera autocompatibile e presenta una bassa percentuale di aborto ovarico. La produttività è elevata e alternante. Matura in epoca precoce ed i frutti presentano una bassa resistenza al distacco. Il contenuto in olio è compreso nei valori medi. Sembra essere resistente all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), alla tubercolosi (Pseudomonas savastanoi) e alla verticillosi.

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