CHEMLAL DE KABYLIE
Paese: Algeria
Destino: Olio
Sinonimi: “Achamlal”, “Achamli”; “Achemlal”, “Chemlal Blanche d’Ali-Chérif”, “Chemlal”, “Chemlal de L’Oued-Aissi”, “Chemlal de Tizi-Ouzou”, “Chemlal Précoce de Tazmalt”, “Petit Chemlal Pendant”
Paese: Algeria
Destino: Olio
Sinonimi: “Achamlal”, “Achamli”; “Achemlal”, “Chemlal Blanche d’Ali-Chérif”, “Chemlal”, “Chemlal de L’Oued-Aissi”, “Chemlal de Tizi-Ouzou”, “Chemlal Précoce de Tazmalt”, “Petit Chemlal Pendant”
Diffusione: 1 continente
Kabylie (Algeria): un oliveto mediterraneo di montagna
In Africa, la Chemlal de Kabylie è una cultivar legata ai territori della Kabylie, nel Nord dell’Algeria, dove l’olivo si inserisce in paesaggi mediterranei interni e collinari. In questi contesti, l’olivicoltura si costruisce come sistema territoriale: esposizione, pendenze, suoli e gestione agraria determinano l’equilibrio dell’impianto e la continuità della coltivazione.
La diffusione della cultivar e la molteplicità di forme si comprendono anche attraverso le pratiche vivaistiche: l’innesto risulta affidabile (anche su oleastro) e favorisce la replicazione nei diversi ambienti locali, mentre la propagazione per radicazione non è l’opzione più favorevole. Il ciclo produttivo richiede attenzione alla regolarità, perché la resa media risente dell’alternanza.
In termini di gestione, la fioritura precoce e l’autoincompatibilità rendono centrale la presenza di impollinatori con fioritura anticipata (spesso in associazione con Azeradj). La maturazione si colloca a fine stagione (dicembre/gennaio) e l’elevata forza di ritenzione del frutto può rendere più impegnativa la raccolta. Nel quadro TGoP, questo profilo valorizza il tema delle “reti territoriali” (varietà consociate, scelte tecniche, resilienza climatica) come chiave di lettura della biodiversità.
Considerazioni agronomiche e commerciali: Cultivar della Grande Cabilia, ha colonizzato i versanti più difficili. È una cultivar autoincompatibile a fioritura precoce, per cui richiede impollinatori con fioritura relativamente precoce. La cultivar più utilizzata a questo scopo è “Azeradj”, con fioritura contemporanea. È una varietà vigorosa a portamento aperto, di elevata produttività, tuttavia influenzata dal fenomeno dell’alternanza. La cultivar ha una bassa capacità di radicazione, ma risponde bene all’innesto, anche su olivastri, e questo spiega probabilmente la grande diffusione e la molteplicità di forme. La maturazione è tardiva e la resistenza al distacco del frutto è elevata. L’olio prodotto è di eccellente qualità, anche se la resa è bassa. È una varietà resistente al freddo e alle alte temperature. È considerata moderatamente tollerante al repilo (Cycloconium oleagineum), ma è sensibile alla verticilliosi (Verticillium dahliae) e alla tubercolosi (Pseudomonas savastanoi).