SOURY
Paese: Libano
Destino: Duplice attitudine (tavola e olio)
Sinonimi: “Grande Ayrouni”; “Hai Youdi”; “Hedai”; “Hidri”; “Rasisi”; “Sferhi”; “Shouri”; “Souri Folino”: “Souri Lod”; “Surry”; “Sury”; “Bayadi”; “Beladi”
Paese: Libano
Destino: Duplice attitudine (tavola e olio)
Sinonimi: “Grande Ayrouni”; “Hai Youdi”; “Hedai”; “Hidri”; “Rasisi”; “Sferhi”; “Shouri”; “Souri Folino”: “Souri Lod”; “Surry”; “Sury”; “Bayadi”; “Beladi”
Diffusione: 1 continente
Levant: una varietà regionale tra costa e aree collinari
In Asia la Soury è associata al Levante (con riferimenti a Libano e area di Sur/Tiro) ed è descritta come varietà diffusa nella regione, con presenze documentate anche in contesti vicini come Israele e Giordania. In questo quadro, la varietà appartiene a un orizzonte agricolo levantino più che a una diffusione intercontinentale.
Coltivazioni tradizionali e collezioni varietali
La Soury è riportata in impianti storici legati a coltivazioni pluviali e a paesaggi agricoli consolidati; inoltre compare in collezioni/germoplasma regionali utilizzate per prove di compatibilità e gestione della fioritura. Questo doppio livello (territorio + collezione) la rende una varietà “di regione” ma anche osservata in ambito tecnico e sperimentale.
Una presenza coerente con territori a stress idrico e termico
Nei contesti levantini la Soury si inserisce in ambienti che possono combinare estati secche e variazioni stagionali marcate. La lettura territoriale della sua presenza resta quindi legata a paesaggi mediterranei asiatici, dove l’olivicoltura costruisce continuità più per affinità ambientali e culturali che per espansione “industriale”.
Considerazioni agronomiche e commerciali: Il nome Soury deriva dalla parola Sour, che è una città ubicata nella costa sud del Libano, una delle città portuaire dove i fenici iniziarono i loro commerci. È la varietà più importante del Libano. Ha un portamento assurgente ed è parzialmente autocompatibile. La produttività è media e alternante. È varietà a duplice attitudine con un contenuto in olio elevato. È resistente al freddo e all’aridità cosí come ai suoli salini. Teme la mosca (Bactrocera oleae) e risulta sensibile all’occhio di pavone (Cycloconium oleaginum), alla tubercolosi (Pseudomonas savastanoi) e alla verticillosi (Verticillium dahliae).